La foto che racconta Michael Jordan

06/01/2020

Copyright Notice: Copyright 1996 (Photo by Barry Gossage/NBAE via Getty Images)

Questa volta vi parlerò di una fotografia forse meno iconica di quella che ho raccontato in questo vecchio articolo, ma che è divenuta un simbolo per molti, soprattuto per i primi appassionati di scarpe sneakers e per gli amanti del basket.

Per chi fosse poco pratico di pallacanestro, nel 1999 il canale televisivo sportivo ESPN elesse Michael Jeffrey Jordan “il più grande atleta nord-americano del XX secolo”.

Chiamato per abbreviazione semplicemente Michael Jordan e soprannominato Air Jordan e His Airness. Nell’anno del suo esordio da professionista (1984 con i Chicago Bulls a soli 21 anni) la Nike presentò già una linea di scarpe con il suo nome, le Air Jordan appunto, mito delle scarpe sportive ancora oggi.

Nel 1993 il padre di MJ fu ucciso per il furto dell’auto regalatagli proprio dal figlio e Michael annunciò il suo primo ritiro dal basket ma nel 1995 His Airness tornò ai Chicago Bulls e andò a giocarsi i playoffs fino alla finale del 16 Giugno 1996.

Nonostante quel giorno fosse sotto tono agli occhi dei compagni, Michael Jordan trascinò i Chicago Bulls alla vittoria, al quarto titolo della storia dei Bulls, il quarto regalato dal più forte giocatore di tutti i tempi.

Così mentre i Bulls festeggiavano e giocatori stellari come Scottie Pippen, Phil Jackson e il sempre stravagante Dennis Rodman esultavano qualcuno iniziò a cercare l’uomo del momento, l’eroe di Chicago: Michael Jordan.

Ma Air in campo non c’era, subito dopo la fine della partita, visibilmente emozionato, abbandonò il parquet e scomparve negli spogliatoi.

”Michael è entrato da solo, si è sdraiato sul pavimento e ha iniziato a piangere”, ha ricordato Barry Gossage, autore di questa fotografia. Sì, Michael Jordan giunse di nuovo in cima all’Olimpo ma questa volta con un amaro retrogusto: era la festa del papà ed era la prima volta che MJ partecipava a una finale senza suo padre.

La diretta TV della NBC irrompe nello spogliatoio e inquadra per pochi secondi quel tenero bimbo di 198cm per 98 Kg che si contorceva sul pavimento dello spogliatoio. Dopo 37 secondi di riprese il cameraman è stato scortato fuori dalla stanza e Gossage, ancora dentro, all’inizio esitò, ma poi sollevò la macchina fotografica e scattò alcune foto.

“Ho scattato solo due o tre foto e poi, in un certo senso, l’ho lasciato andare. Quando ho capito quanto fosse emotivo, gli ho lasciato il suo momento “ racconta il fotografo, “Voleva solo stare da solo. Sono stato veramente fortunato ad essere lì, l’unico a fare quella foto.”

La fotografia che racconta Michael Jordan, da dentro.

Igor Todisco.

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